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L'economia russa è la terza economia emergente dopo la Cina ed il Brasile, nonché una delle quindici maggiori economie al mondo. Il paese è considerato un importante mercato di sbocco più che una base produttiva (investimenti cosiddetti "market seeking" piuttosto che "efficiency seeking"). La produzione estera nel paese è spesso orientata a servire il mercato locale, mentre più raramente la Russia è utilizzata come base produttiva per servire i mercati occidentali, se non in alcuni settori.
Le grandi imprese russe sono players globali nello scacchiere mondiale in campo energetico, finanziario, manifatturiero (metalli, mezzi di trasporto, ecc.). Si stima che le 20 principali imprese producano circa il 40% dell’output totale. Anche l'economia russa ha subito pesanti conseguenze dalla crisi finanziaria internazionale, ma le ingenti riserve finanziarie accumulate negli anni passati hanno protetto il paese da ulteriori rischi di instabilità. Nel 2010, grazie anche ai piani di sostegno all’economia varati dal Governo, la performance economica del Paese è rimasta positiva, facendo registrare una crescita del Pil del 3,4% e recuperando pienamente il crollo registrato nel 2009 (-7,9%). Per il 2011 un importante ulteriore stimolo deriverà dai progetti infrastrutturali del Governo anche in vista delle Olimpiadi invernali di Sochi.
Nella certezza di potenzialità del mercato locale che non hanno paragone in altri Paesi, occorre, tuttavia, rilevare alcuni limiti dell’economia del Paese: un ambiente competitivo meno facile rispetto a quello di altri paesi dell'Europa Centro Orientale (la burocrazia è ancora soffocante e la corruzione è elevata); il peso sempre crescente delle aziende pubbliche nei settori strategici della società russa (energia, aviazione, finanza e media); la carenza di riforme strutturali soprattutto nel settore amministrativo-burocratico; un’economia scarsamente diversificata ed eccessivamente dipendente dal comparto energetico e quindi dall’andamento dei prezzi del petrolio.
I contraccolpi della crisi si sono fatti sentire anche sull’interscambio commerciale che ha cominciato a mostrare segni di ripresa solo nel 2010.
A partire dal 2000 l’Italia, grazie anche ai numerosi accordi bilaterali, è tra i principali partner commerciali russi, mentre la Russia rappresenta il terzo partner commerciale dell’Italia. All’origine di questo processo di integrazione ci sono alcuni fattori fondamentali, tra cui, in primo luogo, va messa in evidenza la perfetta complementarietà delle due economie: da una parte l’offerta russa di materie prime, in primo luogo quelle energetiche; dall’altra, l’alta specializzazione manifatturiera italiana, in grado di soddisfare la domanda interna russa, dal macchinario ai beni di consumo.

Dati e previsioni macroeconomiche

  2006 2007 2008 2009 2010 2011(e)
Pil (mld €) 788 945 1.137 878 1.148 1.272
Crescita reale Pil (%) 8,2 8,5 5,2 -7,9 3,4 4,3
Pil pro-capite (€) 5.542 6.656 8.027 6.213 8.141 9.055
Salario mensile lordo, € 311 386 471 420 509 557
Inflazione, media, % 9,7 9,0 14,1 11,7 6,8 9,1
tasso di cambio medio vs. € 34,12 35,02 36,46 44,13 40,34 40,28
tasso di riferimento (Dicembre) 6,04 6,05 8,50 6,00 5,50 6,50
tasso interbancario (Dicembre) 5,89 6,82 22,00 7,50 4,10 6,25
IDE(Investimenti Diretti Esteri)/Pil (%) 2,9 4,1 2,5 2,4 2,2 2,4
Deficit pubblico / Pil (%) 8,4 6,0 4,9 -9,3 -5,4 -5,3
Popolazione 142.200 142.000 141.600 141.300 141.000 140.429

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